



--- "Noji, in Cermanjia, i fascjistji ce li skjiopjiamo a kjiolazjione."
--- Sondaggi effettuati su un campione altamente rappresentativo stanno però a dimostrare che queste espressioni di straordinario erotismo non sono state affatto gradite dalla stragrande maggioranza dei presenti, pubblico e musicisti in scaletta, se si esclude qualche interessante soggetto che, come andremo a scrivere più avanti, darà dimostrazione di impareggiabile scultura e spadronanza della lingua italiana su questo e su altri argomenti correlati.
al 39% espressioni del tipo “me ne vado” con le varianti “me ne sto
al 28% aggettivi del tipo: "disgustoso!" o "vomitevole!";
al 19% insulti vari (‘sti bastardi!, ‘coglioni!, ‘fasci di merda; il dato
al 14% esclamazioni varie come: "che merda!", "bella cagata!", "che
al 35% affermazioni del tipo: "però suonano bene!".
--- Nessuno si meravigli se la somma supera di gran lunga il 100% come in taluni sondaggi preelettorali. Non è un errore. I dati vanno sempre interpretati. Questo singolare risultato deriva dal fatto che i “però..., suonano bene” con le varianti “però..., bella musica”, non sono mai stati pronunciati da soli, ma sempre accompagnati da uno o più insulti del genere: "però, 'sti fasci di merda suonano bene!"
--- Vlade e Kabaddu hanno dovuto dare il meglio di loro per vincere la diffidenza del pubblico ma, alla fine, buon per tutti, è stato come se il festival fosse iniziato proprio in quel momento.
--- Alla fine, con la ruvida e un tantino affettuosamente ruffiana Sardigna no est Italia urlata dai nostri amici tedeschi, e con l'aiuto non certo marginale di generose quantità di alcol proveniente da altrettante generose quantità di birra alla spina, tutti sembravano avere dimenticato come fosse iniziata la serata.
--- Anche questa riflessione si è rivelata sbagliata dal momento che abbiamo potuto appurare che dopo le parole che Adriano ha usato sul palco per presentare nel modo più semplice possibile "Terrabruciata", a qualcuno hanno cominciato a scioperare i neuroni fino al punto di spingerlo a manifestare, attraverso internet e non al momento del misfatto, occhi negli occhi, la possibilità di lasciare l'associazione. Perché quelle parole violano uno dei pilastri su cui l'associazione stessa si fonda e cioè l'apoliticità.
--- Piuttosto, per chi, come noi è cresciuto di pane e avversione verso ogni forma di oppressione, e adora il proprio logo come fosse il quinto elemento della band, dovere assistere allo show di inizio festival con sullo sfondo il rancurone giallo e nero figlio nostro, rode il culo... e non poco! Bciu'... amore!