Powered by Rancura
9 gennaio 2010...
MENU
Go to photogallery:...
Back to immagini:...
Cronaca...



--- La High Voltage ha assunto la direzione artistica..., se così si può dire..., della Casa del Caffé, ed il concerto dei Rancura è organizzato da loro.
--- Carrare gli strumenti a spalla è, invece, affare nostro. Ma il gioco, soprattutto se incentivato da una robusta dotazione di zeroventi aggratis, può valere la candela, e quindi va bene così, come ai vecchi tempi che non si evolvono mai, evidentemente. In più, a titolo di caparra sui compensi, il minimegaschermo del locale viene sequestrato alla bisogna dei Rancura e viene destinato a "mandare in onda", in pasto al pubblico, il video di Santa Degna. Così, giusto per fare capire da subito a costoro con quali elementi hanno a che fare.
--- Ma prima è necessario fare un rapido test per verificare i collegamenti. La raccolta di carciofi e la semina di centocinquanta crops abbondanti di melanzane fluorescenti nella prima Farm che è capitata si rivela un successo. Funziona tutto alla perfezione. Teoricamente si potrebbe anche iniziare.
--- Il buon senso consiglia di aspettare che un po' di pubblico riempia il volume del locale. Non è grande, cazz..., non dovrebbe essere difficile. Non dovrebbe. Ci affidiamo al magnetismo della grinta di Leonardo che domina dal monitor. In compenso il livello di scolarizzazione del medesimo risulterà più elevato del solito grazie alla presenza di un consistente gruppetto di ingegneri che si sono infiltrati in incognito. Non saranno granché attenti alle nostre evoluzioni musicali, però sapere da loro che sarà possibile affiggere la scaletta al pilastro centrale della Casa del Caffé, quello che sorregge il solaio, per intenderci, senza sottoporlo a stress strutturale ci tranquillizza tutti sicuramente. Questa tranquillità si percepirà per tutta la durata del concerto.
--- Va pure bene la birra ma, pubblico o non pubblico, principalmente abbiamo consacrato la nostra esistenza al Rock'n'roll ed alle sue varie forme ed espressioni. Per motivi religiosi dobbiamo passare dalla teoria alla pratica. E saranno immediatamente "Di Legno" e "Sulla tua pelle sulla mia pelle", così, alla sconfidata.
--- Riproponiamo anche "Rancura" dopo un'eternità.
--- I rumori all'esterno del locale attireranno alcuni personaggi di nostra conoscenza dei quali non riveleremo l'identità per questioni di privacy.
--- Ci diranno di avere percepito la "bellissima" musica, e di averne seguito gli echi che aleggiavano tra gli alberi spogli nei giardini di via Cagliari preannunciando l'imminente ritorno della primavera, e di non avere resistito alla curiosità di entrare per ascoltare il resto fino alla fine. Trovare i Rancura, poi..., roba da inturgidire i capezzoli per tutto il resto del weekend.
--- Gli occhi tradivano un tasso alcolemico da ritiro di patente e quindi dicevano la verità. Qualità minime richieste per essere accolti nella crew, almeno per stasera.
--- E poi "He Visto", "Guarda...", "Terrabruciata", "Odio!" e "Guerre dimenticate".
--- Scenderemo, si fa per dire, dal palco, fieramente convinti di avere fatto la nostra parte e di avere rispettato i patti. Invece, dopo due discussioni snervanti contemporanee, una dentro il locale ed una fuori, sul marciapede, dovremo, palapazi, rinunciare ad una parte del cachet, perché i proprietari del locale si erano convinti, senza contraddittorio..., naturalmente ognuno ha le sue convinzioni ed ha il diritto di difenderle con i mezzi che ritiene opportuni..., di avere a che fare con una cover band che gli tirasse tutta la nottata. Impossibile tentare di convincerli del contrario. Neanche due supposte nelle orecchie li avrebbero resi più sordi. Secondo questi elementi le bands che propongono solo pezzi loro, semplicemente, non esistono. E fanno quanto loro possibile perché le eccezioni si estinguano rapidamente.
--- Cercare di argomentare che, al di là degli equivoci, il punto non è quanto tempo suoni, ma quanto sei in grado di riempire il locale e, a parità di numero di disperati, quanto questi disperati sono in grado di consumare le tue riserve e quindi riempirti la cassa, è tempo perso. Sul piano delle consumazioni non abbiamo mai avuto problemi; il nostro è un pubblico, come dire, affidabile. Fatti i conti, noh?...
--- Per cui, siccome il tempo non è una risorsa rinnovabile e quando è perso è perso, non resta altro da fare che avvicinare il Rancuravan per caricare l'attrezzatura e andare via il prima possibile.
--- Pagare anche le consumazioni, visto che dopo avere smesso di suonare abbiamo acquisito lo status di "avventori qualsiasi", semplicemente non esiste, esattamente come una band che propone il proprio repertorio. È questione religiosa, come avere consacrato la vita al rock'n'roll.

--- Pare infine che questo del 9 gennaio 2010 sia stato l'ultimo evento organizzato dalla High Voltage alla Casa del Caffé.

--- Dopo di che tutti vissero ugualmente felici e contenti...