Powered by Rancura
Concerto per Gabriele - 12 luglio 2003...
...SE TU HAI LA POSSIBILITÀ E LE PALLE DI STACCARCI LA CORRENTE FALLO, PERCHÉ SE INVECE NON CE L'HAI, FINCHÉ SIAMO NOI AD AVERE IN MANO UN MICROFONO, FINCHÉ ABBIAMO IN MANO UNO STRUMENTO E FINCHÉ SOTTO IL PALCO C'È UNA SOLA PERSONA CHE APPREZZA QUELLO CHE STIAMO FACENDO O CHE È CURIOSA DI VEDERE COME VA A FINIRE,... UNA SOLA... TU, SE NON HAI VOGLIA DI RIMANERE, PUOI SOLO DECIDERE DI PRENDERE LE TUE COSE E ANDARTENE VIA...

... RANCURA
Cronaca...



--- Questa è la magica terza volta in un quadrimestre che veniamo chiamati per commemorare una ricorrenza legata alla morte di qualcuno. Ma stavolta è diverso. E' pur sempre festa, ma senza l'ironia dissacrante delle altre volte.
--- Non si tratta di un personaggio distante, conosciuto solo attraverso le pagine di un giornale o ascoltando la musica che ha scritto. Si tratta di un amico comune che ha perso prematuramente la vita per un tragico incidente stradale,... Gabriele.
--- Il pubblico che ci aspetta, ma neanche tanto, sarà composto per il 60% da motociclisti, dispersi già dal primo pomeriggio fra il baretto dietro il palco, il gazebo in cima all'anfiteatro e sotto l'improbabile ombra degli eucalipti spelacchiati.
--- L'altro 40% sarà composto invece da famigliole con tanto di infanti su passeggini ipertecnologici al seguito che, forse attirate dalla annunciata presenza di una cover band, si troverà suo malgrado a dovere assistere ad un monopolio pressoché totale di Ariabàscia e Rancura.
--- Il terzo gruppo, gli head-liner della serata,... ci perdonino se non ricordiamo più il nome, hanno tutta la nostra stima comunque, avrà a disposizione molto più tempo di noi ma proprio nel momento in cui quel famoso 60% di pubblico rappresentato da centauri non sarà più in condizioni di apprezzarne l'esibizione per motivi che non stiamo qui a sviscerare, ma che sono facilmente intuibili traendo la logica conseguenza dalla osservazione delle pile di casse di bottiglie vuote stipate dietro il baretto.
--- Arriviamo a spizzichi sotto un sole che spacca il culo in tre e, dopo avere ulteriormente riscaldato i bicipiti a forza di tirar su e già zero-quaranta piene facciamo la conta per stabilire chi apre la serata. Una cosa è certa: o noi o Ariabàscia... e succede che questa fortuna, e che fortuna!..., tocca proprio agli Ariabàscia.
--- Calano le tenebre e, al primo volo dei pipistrelli, salgono sul palco i nostri cuginetti. Nessuno in questo simpatico paesetto dalle insane e radicate tradizioni pseudo-fascistoidi immagina minimamente cosa lo aspetta. Sotto sotto, molti dei presenti avrebbero voluto che ci fosse ancora Lui perché, "quando c'era quel Lui", e non quello che c'è adesso a Palazzo Chigi, osannato dai villici ma pur sempre banale riproduzione made in terzo mondo, le cose che andiamo a raccontare non sarebbero mai potute accadere.
--- Comincia così lo show del Profeta sul palco di cemento dell'Anfiteatro, ironico, polemico, tagliente, genuino (marchio D.O.C.G. nelle mutande) nel suo modo di raccontare quello che gli può rimanere dentro...
--- Tra un pezzo e l'altro cerca di penetrare nelle zucche dei presenti a colpi di verità sicuramente scomode per chi non è abituato per davvero a mettere niente in discussione: "la Sardegna è la regione che paga il dazio più alto in materia di servitù militari: 24'000 ettari di terra sottratti all'utilizzo da parte delle comunità sarde".
--- Qui siamo ancora relativamente lontani da quelle lande (Teulada, Salto di Quirra...), non se ne sentono neanche marginalmente i terribili effetti collaterali, e il pubblico distratto di Codrongianos lo ascolta, ammesso che capisca davvero cosa stia dicendo, come se stesse raccontando delle balle colossali.
--- Insiste ancora: "il fabbisogno idrico di un campo di golf è pari a quello di un paese di 3'000 anime... eppure abbiamo paesi, in Sardegna, dove oggi!..., adesso!..., l'acqua è razionata!... anche un giorno si e tre no!".
--- Quando gli chiedete il perché di questi intermezzi, vi risponderà che gli servono per rifiatare ma se gli osservate bene la "Y" in fronte vi accorgete che il suo metabolismo schizza alle stelle più in quei momenti che quando è impegnato a cantare saltando e ballando. Ma lui è fatto così, diversamente non sarebbe più il Profeta.
--- Sale sul palco anche Danilo, ex P.S.A. ed ex Istrales per Spirito Libero.
--- Ci avvicendiamo sul palco. Solo il tempo di smontare e rimontare piatti e rullo e comincia invece il Rancura-show.
--- Concerto senza macchia e senza lode fino a metà esibizione. Tutti i presenti conoscono il motivo di questa manifestazione, giunta alla seconda edizione, ma forse è il caso di fare una breve pausa per ricordare a noi e ai presenti la figura di Gabriele nel modo che, immaginiamo, lui stesso avrebbe voluto.
--- E' Cristiano che si impadronisce del microfono e richiama all'ordine i presenti. E' giunta l'ora di osservare un minuto di completo e totale:...
...caaasiiiiinOOOoooOOOOooOOoo...
...oooooooOOOOooooOOOOooooo...
...ooOOooOOOooOOOOooooooo!!!!!
--- E casino dunque sia.

--- Ululati, rutti, scoregge... no!... scoregge no!... i microfoni sono piazzati troppo in alto per amplificare anche le scoregge!... sganassoni alla cieca sulle corde di basso e chitarra, batteria al limite dell'ingrippamento... arriviamo a strizzarci i coglioni l'un l'altro per ottenere un risultato il più efficace possibile. Ma il nostro più sentito ringraziamento va ai cinque o sei centauri che, interpretando alla perfezione quello che gli era stato chiesto chiesto una mezzoretta prima, penetrano nell'anfiteatro e portano lo scompiglio esibendosi in una sorta di rodeo decisamente rumoroso in groppa alle loro moto. I cavalli in gioco sono in quantità industriale e tutti imbizzarriti.
--- I minuti diventano due, poi tre e quattro. A un certo punto abbiamo paura di non riuscire più a riprendere il controllo della situazione ma, alla fine, quei in qualche modo "gentiluomini", dal culo in lega di acciaio, ci lasciano campo libero non senza prima rischiare di mandare in frantumi mixer e mixerista. Ma oggi è giorno di festa e va tutto per il meglio.
--- Non ci facciamo mancare i tradizionali casini con l'amplificazione sul palco. Meno male che c'è la chitarra di scorta... cambio veloce ma non è la chitarra. L'ampli frigge!
--- Si continua. Finale dello show con White Riot e duetto di chitarre con Danilo anche per noi.
--- Scendiamo dal palco. Comincia l'esibizione degli head-liner per la verità un po' snobbata da un pubblico distratto. Nonostante sforzi disumani, non riusciamo a non raccogliere alcune impressioni di un pubblico esageratamente competente. Anzi, veniamo letteralmente strappati dal bancone del bar e costretti a reggere conversazioni di bassissimo livello.

--- "Fosse per me, noi vi avrei neanche fatto salire sul palco!"
--- "Oh!... davvero?"
--- "Ma è modo di fare musica?... Ma non vi vergognate?... Qui la gente viene per sentire la musica, non i comizi vostri! La politica lasciatela da parte!"
--- "Noi non abbiamo fatto nessun comizio e men che meno parlato di politica!"
--- "Come no?..., non eravate voi quelli che parlavano dell'acqua..., dei campi di golf?"
--- "Assolutamente no!... niente acqua e niente golf..., noi eravamo quelli che hanno lasciato un po di spazio ai motociclisti amici di Gabriele!"
--- "Puuh!... per carità!... peggio!..., vergognatevi!... come i malati."
--- "Ok!... capito!... Oggi è festa e non riuscirai a farci litigare. Spalanca invece le orecchie e collega il cervello..., fatto?!? Ok!"
"--- Sul palco ci andiamo noi e sul palco facciamo tutto quello che vogliamo... se tu hai la possibilità e le palle di staccarci la corrente fallo, perché se invece non ce l'hai, finché siamo noi ad avere in mano un microfono, finché abbiamo in mano uno strumento e finché sotto il palco c'è una sola persona che apprezza quello che stiamo facendo o che è semplicemente curiosa di vedere come va a finire,... una sola... tu, se non hai voglia di rimanere, puoi solo decidere di prendere le tue cose e andartene via con tutti quelli che la pensano come te... e se non puoi..., non potete andarvene, restate... ma tenetevi le vostre opinioni per le discussioni fra di voi.
Finito!"


--- La serata si conclude felicemente con la macchina di Stefano che non ne vuole sapere di ripartire. Che sia qualche bestemmia andata a bersaglio?
--- E' ancora festa!