Portoferrock - 1 maggio 2007...
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Cronaca...



--- Anche noi, e per noi vogliamo intendere tutto il movimento musicale underground del corno nord-occidentale della Sardegna..., anche noi abbiamo avuto il nostro 1° maggio. La "Woodstock" fatta in casa, come è stata definita dalla stampa locale..., tutta roba genuina..., è stata un successone.
--- I numeri fanno impressione, soprattutto alla gente come noi abituata a ben altre e più magre performances.
--- Più di venti bands, e quindi almeno un'ottantina i musicisti che si sono avvicendati sul palco. Altrettanti, se non di più, i cadaveri di caddarrana rimasti incollati sulla superficie del pavimento alla fine di tutto. Caddarrane, cockroaches, cucarachas, blatte, insetti di fama internazionale quindi. Ma, a dispetto di ciò, inglorioso il loro decesso a Porto Ferro.
--- Quattordici, almeno, le ore consecutive di musica dal vivo..., dei generi più vari: hip-hop, reggae, crossover, combat, sperimentale..., per accontentare ogni palato reso insensibile dall'alcool tracannato.
--- Più di tremila spettatori si sono accalcati, dispersi, e poi di nuovo accalcati ad ogni cambio di palco. Chi li ha contati giura di averne visto almeno il doppio alla fine della giornata. E noi, a giudicare dall'equilibrio instabile, dalla postura malferma, dalla deamubulazione zigzagante e dalla cosistenza gelatinosa dei testimoni, non osiamo mettere in dubbio una sola parola.
--- Più di mille lattine di birra sono uscite dai frigoriferi dei chioschetti intorno al palco. Così almeno dichiara il giornalista che, correttamente e con grande senso della deontologia e con professionalità, si è guardato bene dallo scrivere "fresche". Ora, agli esperti del settore non sarà certo sfuggito che questo dato rappresenterebbe un vero e proprio flop se non fosse che, è stato dimostrato, una quantità almeno tripla si è riversata sulla spiaggia direttamente dai cofani delle macchine, via buste del supermercato, per la gioia e la soddisfazione trattenuta a stento dagli organizzatori dell'evento.
--- Scientificamente parlando, anche volendo considerare astemia la metà dell'umanità presente in spiaggia, non è credibile che il consumo medio pro-capite dei presenti sia stato inferiore a meno di una lattina per l'intera giornata. Non esiste!
--- Al termine della serata la fila ininterrotta di macchine al rientro ha raggiunto la più che raggurdevole lunghezza di due chilometri... grazie anche alla presenza su strada di quelle su cui nessuno avrebbe scommesso un centesimo, dopo averle viste parcheggiate su tre, qualche volta due, ruote in mezzo alla sabbia delle dune.
--- Nessun parto gemellare.
--- Questi i numeri.

--- Il super concerto di Porto Ferro comincia per noi..., per due di noi..., con un figurone. Ci troveranno in giro tra i bagnanti alla ricerca del palco, con gli strumenti a tracolla, ma in un'altra spiaggia. Non molto lontano da quella giusta, ma... sufficientemente diversa. Peggio fanno solo un altro paio di ragazzi che ci seguono con convinzione. Alla fine prenderemo la direzione giusta, altrimenti non saremmo qui a raccontare.
--- Arriviamo nei pressi del palco e ci sottoponiamo alla punzonatura che, tra le tante cose, oltre al prelievo delle impronte digitali, prevede la consegna di tre o quattro biglietti colorati a cranio, che significano consumazioni a-gratis! Poi depositiamo gli strumenti nel backstage e ci godiamo un po' di musica "live".
--- Il backstage è una baracca di legno che, contro ogni abitudine consolidata, sta proprio nel back dello stage. Dentro il clima è tropicale e la fauna che sembra abitarla da tempo immemorabile, pure!
--- Lo stage è una specie di veranda in legno chiusa per tre lati e mezzo da un recinto pure di legno impreziosito da una rete a maglia finissima inchiodata contro. Praticamente un corral texano per conigli, col tetto. Ai suoi fianchi due tralicci guarniti di casse per alcune migliaia di watt che spaccano!
--- Ci ricomponiamo con l'arrivo degli altri poco prima che arrivi il nostro turno.
--- Niente sound-check. E poi sarebbe praticamente inutile. Troppi i gruppi in programma per accontentare tutti: Souljail, Primochef del cosmo, Absentia, Olsen Bjorne, Meighina, Rotten session, Hidden truth, Party monster, Ariabàscia, A58, Kajash, Soyland green, Punkillonis, Skasico, Barrio sud, Giocca, Swordfishtrombones, Settemiglia e noi.
--- Rapidamente ci regolano quanto basta volumi e toni e diamo inizio al nostro "Portoferrock". Sono le sei e mezza e il sole frigge il cervello. Sul palco il suono complessivo è decisamente impastato e sembra andare e venire. Più andare che venire.
--- Fuori, ci diranno, il sound spacca il culo e spettina i capelli.
--- Intanto, sul palco facciamo una discreta fatica a seguirci a vicenda. A un certo punto non sarà neanche più necessario perché ci ritroveremo tutti fermi nel bel mezzo della performance. Amnesy International. Non si riesce a dare inizio a "Evacuate la città!".
--- Convinceremo il pubblico che non c'è stata nessuna interruzione. Tutto frutto di una allucinazione collettiva. Al risveglio alzeranno gli occhi al cielo e si troveranno di fronte un Cristiano crocifisso tra la trave del tetto ed il parapetto del recinto, che li arringa a fare il loro dovere. Oggi è giorno dedicato al pogo e loro non pogano abbastanza!
--- Riprendiamo con "Sulla tua pelle sulla mia pelle", oggi dedicata alla crosta di parmigiano che si è formata sul neotatuaggio del nostro bassista. Il pubblico obbedisce agli ordini: comincia il pogo. El puego!
--- La security interviene quasi subito per evitare che qualcuno mandi già il parapetto, non nel senso di ingoiarselo, anche se la cosa non ci sorprenderebbe affatto. Viene sapientemente piazzata una tavolata tipo "sagra dello gnocco al sugo di pecora" tra il pubblico pogante e il recinto. L'effetto rassicurante durerà pochi..., pochissimi minuti.
--- Come dicesi di una donna sovrappeso..., se ci vuole troppo tempo per girarle intorno, forse ce ne vuole di meno per saltargli sopra. Si fa per rendere l'idea, naturalmente! E così che mentre finiamo "Odio" ed iniziamo "A balla in conca tua", tenute colpevolmente vicine in finale di scaletta, qualcuno decide di arrampicarsi sul tavolo per continuare a pogare.
--- Il tavolo, invece, decide di averne abbastanza e stramazza al suolo con il suo carico di umanità. E così, con l'ultimo "...a balla in conca...", la versione in lingua sarda di "A bullet in the head" dei ben conosciuti R.A.T.M., finisce il Rancurashow nello show. Ma Portoferrock è ancora ben lontano dal concludersi. Non è neanche ancora tramontato il sole! C'è tempo..., c'è tempo.
--- Dicevamo, un successo. Un successo che non è stato turbato dalla polemica montata in relazione al presunto scempio della spiaggia. Già dalla mattina del giorno dopo tutto era stato ripulito, come hanno potuto verificare le autorità preposte. D'altronde stiamo parlando di materiali riciclabili al 100%: vetro di bottiglia, alluminio di lattina, plastica di bicchiere, un po' di vomito e di cacca..., niente di radioattivo o chimicamente tossico! Tranquilli!
--- Un sincero ringraziamento da parte nostra va a tutta l'organizzazione dell'evento, ai Primochef del Cosmo in prima fila, per l'impegno profuso e, naturalmente, per avere pensato a noi.
--- Da parte nostra resteremo particolarmente affezionati a questo concerto dopo avere letto le parole che il periodico on-line L'Alguer.it ha speso riguardo la nostra esibizione. [...altro:...]

--- Alla prossima edizione..., speriamo.