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27 aprile 2002...
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Cronaca...



--- I nostri coinquilini Area58 ci forniscono l'occasione di una seconda esibizione dal vivo, proponendoci di essere inseriti nel programma musicale della manifestazione Lavori di liberazione organizzata dall'omonimo comitato composto, oltre che da loro stessi, anche dall'Associazione Borderline, dal M.O.S. - Movimento omosessuale sardo, da A Ciascuno Il Suo, da Attaccu, dal C.S.T. e dall'ArcX Teatro.
--- La manifestazione si sviluppa in una serie di iniziative che coprono tutto il periodo dal 25 aprile al 1 maggio comprendendo, nel programma, alcune serate dedicate alla musica.
--- Potere contribuire nel nostro piccolo, e nel piccolo di una cittadina come Sassari, a rilanciare il valore universale dell'anti-nazi-fascismo e del diritto al lavoro, lontano dalle polemiche strumentali nel teatrino della politica cosiddetta "ufficiale", ci onora... e accettiamo al volo.
--- L'Anfiteatro del Circolo ferroviario sassarese è un posto ideale per suonare. Sugli spalti, disposti a semicerchio con al centro il palco, ci sono sei ordini di posti. La capienza è, su per giú, di un migliaio di persone tra seduti e in piedi.
--- E la giornata, anche se fresca - siamo pur sempre in aprile -, è soleggiata e mette di buon umore.
--- Alle 5 del pomeriggio siamo già là per il sound-check ma il primo artista che metterà piede sul palco per suonare lo farà solo alle 9.
--- Tocca a Carlo Doneddu aprire la manifestazione. Qualcuno del pubblico lo ha paragonato a Francesco Guccini ma, a parte il fatto che il paragone non ci azzecca nulla, non ce ne voglia il Francesco nazionale, Carlo Doneddu in meno di lui aveva solo il boccione da due litri di vino rosso.
--- La sua esibizione non è molto lunga, anzi tutt'altro. Dopo una mezz'oretta cominciano a prepararsi gli Area58.
--- Si trattengono un po' di piú del loro predecessore, circa tre quarti d'ora, dopo di che tocca a noi prepararci a salire sul palco. Questo l'ordine concordato.
--- Ci sono circa un paio di centinaia di spettatori sugli spalti. Basta una carezza alle corde della chitarra e, al suono distorto, una quarantina scendono e ci si parano davanti.
--- Sembra un buon segno, ma con questo all'Anfiteatro ferroviario diamo inizio ad una tradizione negativa che ci vedrà fallire clamorosamente il brano di apertura di una serie imprecisata di concerti e che ci costringerá a recuperare lentamente durante le varie esibizioni. Poco male: il pubblico si ricorda meglio ciô che accade alla fine e, se è ubriaco come lo è quasi sempre quello nostro affezionatissimo,... non si ricorda un cazzo di niente! Quindi tutto "OK!" lo stesso.
--- Falliamo, appunto, con "Di Legno" che trasformiamo in un brano semi-strumentale, ma di grande impatto sonoro. Miglioriamo via via con gli altri, compresa la versione crossover-melodica de "Il Bombarolo" di Fabrizio de Andre'", cover preparata per partecipare ad una compilation in omaggio al cantautore genovese, progettata da Rivista Anarchica e abortita ancor prima di vedere la luce, non si sa bene ancora oggi per quale motivo.
--- Peró piace.
--- Nel pubblico una ragazza resta incinta subito dopo averla ascoltata. Direttamente al sesto o settimo mese. Bella tonda, come se avesse mangiato un'anguria senza masticarla. Una specie di anaconda-copricapo come ne "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupery. Sapremo che avrá una bambina e, nonostante la qualitá dello spettacolo ed il livello del rumore assorbito, sará bellissima e senza alcuna malformazione alla nascita. Piccola citazione in omaggio all'amica Dalia!
--- Quando mancano ancora tre brani alla fine dell'esibizione, ci chiedono, o meglio ci impongono, di lasciare il palco. Ci riferiscono che, purtroppo, è tardi e che non resta molto tempo per i percussionisti della Djoloff Band. Niente da ridire, ma ci eravamo riservati i "cavalli di battaglia" alla fine e se è vero quello che abbiamo scritto qualche riga sopra a proposito del nostro affezionato pubblico, non abbiamo grandi speranze di lasciare un buon ricordo.
--- Non sarà proprio così: ad un anno di distanza riceveremo i complimenti proprio da chi meno ce lo saremmo aspettato!

--- Alla fine resta peró l'amaro in bocca perché, poi, tirando le somme, il concerto si trascinerà invece ancora per quasi un'altra ora e mezza. Mmmmmh...