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3 novembre 2007...

Cronaca...



--- Bologna o muerte!!!... Già, Bologna ad ogni costo!..., non potevamo bruciare il Lazzaretto, nonostante quello che era recentemente successo con Leonardo e nonostante il secondo minitour consecutivo all'estero morto e putrefatto!!!..., e se tutto, alla fine, sarà andato per il verso giusto, saremo tutti concordi nel dire che la fetta più grande del merito è di San Tommaso.

--- La prima volta dei Rancura in Italia, quel lembo di terra che se Sardigna no est Italia, conseguentemente, a sua volta, no podet'essere Sardigna.
--- Ora, prima di proseguire nei ricordi è doveroso premettere che noialtri proveremmo tutti un imperdonabile senso di colpa se, nel trattare il racconto di questa prima volta, non menzionassimo il contributo decisivo che uno dei protagonisti estranei alla line-up della band ha dato - e del quale non vogliamo svelare la sua identità per non urtare la sua modestia - nel decretare l'incredibile successo della spedizione. Ci riferiremo a lui con un nome di fantasia: lo chiameremo Angelo. Ispira..., forse perché ha rischiato male di volare seriamente tra gli angeli, e non se lo merita, nonostante tutto.
--- E quindi premettiamo senza ulteriore indugio.
--- Se per tre quarti dei Rancura, quattro quinti considerando Chitarra - Chitarra che come Dio s'è dovuta fare uomo, anzi donna, per potere salire sull'aereo della Ryanair e seguire il suo padrone -, questa trasferta sarebbe dovuta essere per noi di una tranquillità fino a quel momento sconosciuta.
--- Sveglia alle dieci, colazione slowfood, doppia seduta di filo interdentale, imbarco ad Alghero all'una meno dieci, tappa a Pisa city alle tre del pomeriggio, doverosa rinfrescata a base di Ichnusa sul Lungoarno, viaggio in auto fino a Bologna - la parte più pesante - e arrivo a destinazione con tre ore di anticipo sull'orario di esibizione. C'è stato pure il tempo di perdere tempo e rischiare di non trovare il Lazzaretto.
--- Ma per il quarto quarto, o quinto quinto, le cose sono andate assai diversamente: sveglia alle due del mattino, sveglia alle due e quarantacinque, sveglia alle tre e venti, sveglia alle quattro meno dieci. Altrettante chiamate nel cuore della notte per sentirsi chiedere spiegazioni del perché..., del come fosse possibile che non fossimo partiti per Bologna il giorno prima. Alle fine le chiamate non risposte saranno ventuno.
--- Gode di brutta fama la stazione di Bologna. Un po' perché li, diversamente dalle altre stazioni importanti, le notizie arrivano in un baleno. Spesso si tratta di notizie di emergenza per agire con urgenza. Ci sono pazzi che si lanciano contro i treni nella speranza che giunga un giorno la notizia di qualche locomotiva, come di una cosa viva, lanciata a bomba contro l'ingiustizia.
--- La stazione non è un bel posto anche perché ci bazzicano ceffi poco raccomandabili. Sentire i loro passi dietro di te quando vagabondi senza meta e non hai un posto dove andare... perché, da pirlozzo, hai sbagliato in pieno il giorno del concerto senza esserti minimamente organizzato, senza avvertire nessuno neppure in famiglia, fantasticando di affidarti ai poteri divinatori dei Rancura..., non è una bella sensazione.
--- Ma anche una minaccia di morte ricevuta per bocca dello Zilaghe non è certamente cosa da sottovalutare. Per niente, soprattutto se ricevuta alle quattro meno venti del mattino e posta in questi termini: "... se domani - che poi sarebbe stato "oggi", ma il personaggio era già in confusione per conto suo quindi non ha rischiato di peggiorare la situazione - ti fai trovare al Lazzaretto...", devi solo andare di fantasia oppure studiare Tecnica di tortura medievale per prepararti psicologicamente alla sorte che ti riserva il destino.

--- La trasferta di Bologna può dirsi incominciata alla grande quando, finalmente, anche Adriano, ringhiante, si aggrega a noialtri all'aeroporto di Alghero.
--- Al check-in ci sottoponiamo prima al consueto interrogatorio di terzo grado per riuscire a imbarcare gli strumenti senza lasciarci indietro viti e bulloni. Ormai sappiamo che è così e non ci facciamo caso più di tanto. Naturalmente non superiamo l'esame della bilancia. E' un classico con i voli Ryanair. E così ricomincia lo spettacolo itinerante del travaso di dischi, magliette, sacchi a pelo e di cazzi e intrallazzi vari da una borsa all'altra. Abbiamo anche legato due zaini insieme per farne un unico bagaglio a mano.
--- L'addetto alla sicurezza dei bagagli in stiva vede transitare sullo schermo ipertecnologico una cosa sospetta. Sta sudando. Ovviamente non ha mai visto una pedaliera per batteria in tutta la sua vita e ci fa svuotare di nuovo la sacca, dietro un pareo appositamente messo li per garantire la privacy..., garantita, eh!
--- Alla fine la pedaliera non esploderà, ed il lavoro fatto per incassare tutto al millimetro si rivelerà del tutto inutile...: la sacca deve essere rifatta!
--- Non perdiamo occasione di rancurizzare tutto quello che ci troviamo davanti. Se quest'estate vi capiterà di vedere in giro due tipi con maglietta nera e rancurone e una faccia che non ci sta a fare un cazzo con la maglietta, oppure due che si stanno asciugando i coglioni in spiaggia sempre con una maglietta nera e rancurone..., beh!..., potrebbero essere due del controllo sicurezza dell'aeroporto!
--- Scendendo dall'aereo riceveremo un SMS da Andrea degli Agabus. Loro stanno arrivando a Bologna. Si!..., anche noi!..., ci divide solo l'Appennino.
--- Il C.S.O.A. Lazzaretto di Bologna non tradisce le nostre aspettative. La porta, o meglio la fessura, per entrare nella sala del palco è su misura. Le taglie XXL debbono ascoltare i concerti dall'esterno, impossibile per loro poterla attraversare. Non deve essere sembrata a nessuno una buona idea quella di segare gli stipiti perché, così, a prima vista, sembrerebbero pilastri, peraltro di uno splendido rosa condom prima dell'uso, che reggono il solaio del piano di sopra e quindi il tetto.
--- La sporcizia è quanto di meglio non potevamo desiderare. I ragazzi che amministrano il centro ci faranno sapere di avere pulito tutto circa una settimana prima, dopo dodici mesi di incrostazioni indisturbate, proprio in vista del nostro arrivo..., giusto per farci trovare un ambiente accogliente. Non possiamo che ringraziare sentitamente..., commossi.
--- La camera da letto è degna delle migliori sistemazioni riservateci durante i nostri pellegrinaggi in Germania. Il pavimento è di parquet!... i materassi raccontano storie.
--- Il bagno merita una considerazione a parte. Ci avevano chiesto la lista dei desideri e noi l'avevamo preparata condensandola in una sola riga: un bagno con doccia, possibilmente con acque quantomeno tiepida soprattutto per il batterista che suderà come un porco. A loro modo ci hanno accontentato.
--- Nessun box. Superfluo. Dopo venti minuti di sopralluogo abbiamo scoperto che il soffione della doccia sporgeva dalla parete a due metri e mezzo di altezza e lo scarico, quasi invisibile tra capelli attorcigliati a peli pubici e macchie di pingo, era a pavimento, tra la porta e la tazza del water. In pratica, per andare a cagare - e al Lazzaretto si va a cagare con gli anfibi sempre - bisogna attraversare la doccia a piedi.
--- Il bagno è ad uso promiscuo. Impronte di suole carrarmate taglia trentasei sovrapposte a cristalli di urea e non solo intorno alla tazza del water non lasciano dubbi. Nessuno è disposto a poggiare le chiappe sull'ignoto e la tecnica è ormai collaudata a livello mondiale.
--- Il che non rappresenta certo un problema. Ci troviamo immediatamente a nostro agio. Innanzitutto alla spillatrice, che non è quell'attrezzo che serve a legare un po' di fogli insieme, hanno la Guinness!... cazzo!..., la Guinness, mica buccia di lumache! Ci danno i buoni consumazione così taroccabili che di più non si può. Ma noi siamo onesti, e finita la razione, paghiamo ogni bicchiere in più! E' il nostro contributo al sostentamento del C.S.O.A..
--- Intanto conosciamo Andrea, Emiliano, Paolo e Roberto, ovvero gli Agabus. Ed è come se ci scoprissimo amici da sempre, soprattutto con Andrea ed Emiliano. Un po' per le innegabili affinità musicali, un po' per la confidenza che diamo alle lattine di birra e un po' per il fatto che qualche anno prima entrambe le bands avevano partecipato alla compilation "Esplosione rock", prodotta dalla Boomerang Records, e la curiosità di conoscerci di persona era grande. Onestamente abbiamo legato meno con i The Smashroom ma, probabilmente, è mancato solo il tempo.
--- Conosciamo anche due conterranei cagliaritani ad uno dei quali assegnamo il compito di farci il servizio fotografico durante la nostra esibizione.
--- Che i frades L.C.N. avessero dato forfait era cosa nota, ma nel corso della serata veniamo a sapere che anche gli Straight Opposition non saliranno sul palco.
--- Giusto..., il palco. La disposizione dei musicisti sul palco è insolita. I batteristi sono tutti in castigo. La batteria è tutta alla sinistra dei suonatori nascosta a buona parte degli spettatori. Il fonico è un tipo abbastanza scazzato.
--- A noi tocca subito dopo gli Agabus. Suoniamo con una tranquillità sconosciuta. Tommaso è un orologio. Bella sensazione.
--- Stiamo per iniziare Odio e Cristiano va in crisi..., sembra perdere la battaglia con la Guinness. Il bolo alimentare cammina su e giù per l'esofago. Non adesso, però, cazzooooooo!!!..., anche se la tentazione di vederlo bombare sopra il pubblico è grande. Punkissimo in un locale punkissimo. Il bolo ci sente e torna indietro. Sarà per un'altra volta.
--- Piacciamo e ci piacciamo. Il fonico ci dirà: "Ragà, adesso capisco perché ai vostri concerti vi seguono tremila spettatori!"..., ma chi li ha mai visti tremila spettatori?... forse al Portoferrock qualche mese prima, ma c'erano una quindicina di bands da supportare. Comunque... è evidente che qualcuno ha visitato il sito.
--- Dedichiamo "Terra bruciata" agli Agabus. Era il brano proposto su Esplosione Rock. La conoscono e la riconoscono. Emiliano poga mimando pericolose testate agli spigoli del palco mentre la cassa della batteria se ne va a spasso per il palco.
--- Notiamo il nostro amico cagliaritano che smanetta con la macchina fotografica. Forse sta esagerando..., ma non sarà così. Il fonico ha cambiato l'espressione scazzata di due ore prima. Ora è allegro. Rinuncerà al compenso in cambio di birra perché, dirà, dopo innumerevoli serate con cui ha avuto a che fare con gruppi hardcore tutti uguali - lo ha detto lui -, finalmente ha conosciuto l'ebbrezza di mixare un gruppo crossover.
--- Dopo di noi saliranno i The Smashroom per conscludere questa "Hell on earth". Mai nome fu più azzeccato, considerato anche che il nostro caro Angelo ha pensato giusto di non farsi vedere.
--- Comunque..., triplo 'fanculo liberatorio! Tra il pubblico diverse creste spettinate. E' andata anche questa!
--- Ma..., quarto 'fanculo..., non ne rimarrà alcuna testimonianza perché il nostro ex amico cagliaritano, nonostante le raccomandazioni, aveva scordato di accendere la fotocamera. Come non se ne sia accorto è ancora un mistero, o forse no.
--- Ma anche perché gli amministratori del C.S.O.A. ci avevano promesso e spergiurato che, come ogni altra serata musicale, avrebbero recensito il concerto nel loro Almanacco. Non se n'è mai saputo più niente.



Post scriptum.

--- Dopo una notte pressoché insonne passata a tenere lontane orde di acari ci alziamo tra le note, forse, se la memoria non inganna, di un violoncello. Ci dicono che al C.S.O.A. insegnano musica per chi vuole imparare. E, dicono, il maestro di oggi è pure sardo, di Sinnai.
--- Il bagno è un cesso. Niente doccia e niente cagatina del mattino, almeno in quel water. Troppi rischi di contrarre malattie sconosciute. Ci organizziamo come possiamo. Il più intelligente di noi evacua comodamente dentro una busta che, diligentemente, annoda a fagotto e, civilmente, conferisce nell'umido. Raccolta differenziata. Bologna è una città civile e noi non vogliamo sfigurare.
--- Passeggiata obbligatoria nel centro e trasferimento a Pisa. Stanza quadrupla ma con doccia... è un must!
--- Cena a panini in un locale gestito da sardi, altro giro di bevute con spettacolare rissa compresa nel prezzo e poi nanna.
--- Mamma Sardegna ci sta aspettando.



Post post scriptum.

--- Nel giugno dell'anno successivo gli Agabus pubblicheranno il videoclip di Cois, brano estratto dal loro album Mitakuye, nel quale Andrea esibisce la T-shirt col rancurone. Raga'..., che dire?... un abbraccio!