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8 novembre 2003...
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Cronaca...



--- Madriguera de reptil..., seconda puntata.
--- Nei giorni precedenti l'esibizione al Madriguera, per Sassari ed hinterland circolava una terribile voce. La pelle rabbrividiva istantaneamente e non c'era zudda, comprese quelle che impreziosiscono i lobi delle orecchie e persino qualche capezzolo, che non fosse colta da erezione: terrorismo..., sadismo puro.
--- Sassari è un centro relativamente piccolo e la voce si era sparsa rapidamente. Dopo diverse storpiature, aggiunte, conferme e smentite ci è arrivata più o meno così: i concerti che si svolgono all'interno dei locali dei circoli affiliati ad ENDAS, ARCI, ACSI, CGIL, CISL e UIL non possono essere pubblicizzati. Quanto meno non possono essere disperse per la città le locandine che li riguardano. O quanto meno meno, nelle locandine non va riportato il nome del locale. Chiaro il concetto?
--- Ma stiamo buffonando?... le locandine dei concerti di Rancura e di Ariabàscia sono bellissime. Ultimamente, in un modo o nell'altro, c'è quasi sempre Cristiano in posa plastica. Dovrebbero dedicarci una via, piuttosto, anzi due. Via della Rancura e via dell'Ariabàscia.
--- Lo farà per noi una comunità di lingua Mapudungun in Cile che ci ha dedicato persino un'intera località. Questa è l'Italia. Decadenza, fuga di cervelli e troppe tasse.
--- E di natura fiscale pare proprio che sia il tema della discussione. Questioni di bolli o di agevolazioni, sostengono i detrattori. Boh!... Si temono rappresaglie. Qualcuno teme, persino, la chiusura dei suddetti locali con un crollo dei consumi di alcoolici. L'economia della città ne risentirebbe sicuramente. Ma all'economia non ci pensa nessuno?
--- Bah!... noi, che siamo gente semplice, non capiamo bene questi meccanismi amministrativi ma, da gente altrettanto semplice, ci rendiamo conto che, dovessero venire chiusi i vari circoli sassaresi, volendo suonare dovremmo emigrare. Volendo bere birra aggratis, pure. E allora ci adeguiamo con una caccola di creatività.
--- Per aggirare il divieto si decide che l'8 novembre suoneremo, o almeno ci proveremo, al M........a .. R....l. È il vantaggio di produrci le locandine da soli, locandine che spuntano un po' dappertutto. Poche, ma dappertutto.
--- L'Ingresso al M........a .. R....l è gratuito con tessera. Nonostante tutto - si sapeva che quello delle locandine sarebbe stato problema di ben poco conto; esistono altri sistemi anche più efficaci per pubblicizzare un evento, come il ricatto, per esempio - glielo riempiamo così tanto che per andare a pisciare è necessario aspettare davanti alla porta del cesso almeno quaranta minuti. Per un istante spunta l'idea di arricchire il merchandising della band con pannoloni e cateteri griffati col rancurino.
--- Aprono i rumori gli Ariabàscia con una esibizione da subito coinvolgente sul piano musicale e sul piano politico. Il pubblico si scalda nel locale pieno come un uovo. D'altronde come potrebbe essere diversamente?
--- La sfiga, che è sempre presente alle nostre esibizioni, fedelissima, prova a rovinargli l'atmosfera. Microfoni che improvvisamente si azzittiscono. Il pedale di Luigi che si crepa. Ma fallisce miseramente. Tra porra e sfiga spesso vince la prima o, almeno, pareggiano. Gli riuscirà molto meglio con noi. Molto meglio.
--- Saliamo sul palco e, infatti, cominciano i casini. Non si può iniziare l'esibizione con la Polizia che staziona all'ingresso del locale. Qualcuno si è lamentato del volume troppo alto, ma nessuno, proprio nessuno, si è cagato le locandine.
--- Si ripiega sul DJ Set per tappare i buchi temporali. Cinquanta minuti senza musica "live" e il pubblico si raffredda. Molti lasciano il locale.
--- Finalmente si inizia. Il pubblico residuo si riscalda nuovamente con le note di "Sulla tua pelle sulla mia pelle" e tutto sembra procedere bene, anche se i fischi dell'anziano Peavey Renown non mancano. Invece no! Il concerto viene sospeso altre due volte dalla Polizia, una presa sul palco comincia a dare problemi e, per non farsi mancare nulla, salta il mi basso della chitarra di Stefano durante la performance di "Guarda".
--- Dopo 6 interruzioni si fanno le 4 del mattino e bisogna scendere dal palco senza avere completato la scaletta... ma a domanda risponderemo che ci siamo divertiti!... almeno un po'.
--- A contorno dell'evento distribuzione di materiale informativo sull'occupazione Nato della nostra isola. La giornata al M.........a finisce così.
--- La stramazzata a terra di Adriano su cocci di bottiglia di qualche giorno prima, con tanto di taglio profondo nella mano destra non ha influito più di tanto sul suo esito. I bicchieri si possono sollevare anche con la mano sinistra; serve solo un po' di allenamento. È sopravvissuto e, soprattutto, potrà continuare a cantare!
--- Alla prossima, all'Urlo, concerto Rancura 100%.
--- Bau!