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Rancura Day al The House Of Rock - 24 maggio 2013...
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Cronaca...



--- Possiamo dire che il concerto al The House Of Rock, per gli intimi semplicemente The HOR, sia cominciato con una incursione delle dolci metà nella Proberaum di Largo Budapest.
--- L'ora è più o meno quella della cena e la consegna di quattro margherite non ci insospettisce neanche quando ci troviamo a commentare l'audacia dell'operazione. Un tempo che fu, portare quattro cartoni di pizze dentro i corridoi dell'Indiano's Studio, sarebbe stato non meno ardito che tentare di attraversare il controllo sicurezza all'aeroporto di Alghero con un Kalashnikov carico e tre forme di casu marzu. Chapeau!... Oggi, magari, insieme al profumo di umanità che nelle salette cresce esponenzialmente d'intensità man mano che passa il tempo ed alla moratoria verso le rappresaglie contro a chi capitava, anche inavvertitamente, di versare birra sui pavimenti, i controlli sono diventati molto meno rigidi. Si è finalmente capito che forniture chilometro zero portano soldini in cassa e non è il caso di fare troppe storie. E poi c'è il Rock'n'roll.
--- Insieme ai cartoni ci portano un imboligo di carta. Non è il pieghevole con le novità della pizzeria, ma una locandina. Realizzata alla buona, altro non è che il puzzle delle copertine della nostra discografia. Dischi e partecipazioni alle varie compilation. Onestamente non è molto Rancurastyle ma, in questo caso, è il pensiero che va apprezzato.
--- E il loro pensiero è stato quello di organizzare un concerto tutto Rancura, appunto, al The HOR e di regalarcelo. Tutto, compresi i negoziati per stabilire la fatidica data con i gestori del locale, che salutiamo e ringraziamo ufficialmente su questa pagina, lo hanno organizzato loro, chi più, chi meno.
--- Compresa la torta del Rock'n'roll. Rancurino, che più che a nostro figlio adottivo, somiglia al Pennywise di It dopo una rissa in cui ha avuto la peggio, impreziosisce il tutto come sempre, ovunque compaia. Colpa di un errore nella colorazione delle varie tessere che ne compongono l'immagine. Dell'errore, a parte noialtri che lo conosciamo perfettamente, non se ne accorgerà nessuno anche perché, una volta tagliata in porzioni, della torta ne sparirà quasi ogni traccia tra i succhi gastrici dei partecipanti. E tutti giureranno di non averla manco vista.

--- Siamo a primavera inoltrata e a questo punto, nel fitto programma della House Of Rock, il Rancura Day non si può incastrare altro che il 24 maggio. Sembra così ma è un problema non da poco. Sono anni, ormai, dai tempi della Casa del caffé, che non ci impegnamo in un concerto tutto nostro.
--- Iniziamo, tra rutti, scorregge e maledicendo il telecomando del condizionatore che funziona solo se ingrani la giusta sequenza di bestemmie, un tour de force per preparare il concerto in meno di due settimane, ovvero quattro prove, se ci arriva la botta di culo.
--- La birra fresca, abbondante..., basta rassegnarsi a pagarla due volte il suo prezzo..., serve a dimenticare la fatica e ad allentare la tensione per la consapevolezza di andare incontro, con un'altissima probabilità che questo accada realmente, ad una memorabile figura di merda. Anche Samuele si prepara per avere la sua razione. Canterà con noi e Lu Brofé "A balla in conca" e, ricanterà dal vivo, dopo la bellezza di undici anni "He visto" e "Guarda...".
--- Per renderci più difficile l'impresa, dopo essere venuti a sapere che il giorno del concerto, al The HOR, tra il pubblico ci saranno anche Maico, bassista degli Ariabàscia, e Josep, frontman degli Answer, decidiamo di preparare anche le cover di "Sottocontrollo!" e "Antifa!". Ce la stiamo cercando con lo zippo. Lu Brofé era già dei nostri col suo Dj set.
--- Maico sa tutto, ma non riusciremo a provare un minuto insieme. Josep non sa una beata minchia. "Mi raccomando..., uguali come sono state registrate, eh!... I dischi ce li avete. Stessa tonalità, stessi giri..., senno' ci incasiniamo. Ok, belin?"
--- Ok. Eccome noh?
--- E quindi chiavetta mp3 con cuffie comprate dai cinesi per quasi due ore al giorno. Mentre Pedro caga, Stefano ne approfitta per provare a memorizzare, obtorto collo, i due pezzi. Maico s'è tanto raccomandato. Belin e, soprattutto, Samp merda
. --- Nel frattempo il grafico della HOR sforna una locandina in simil-Rancurastyle che viaggia fieramente sui social. L'evento Rancura Day per il tredicesimo anno di attività della band è cosa fatta. ---

--- The HOR occupa i locali dove un tempo si trovava il Carpe Diem, in Piazza Mazzotti. Davanti ha una delle aree di parcheggio più grandi della città; nonostante questo è ugualmente difficile trovare un posto sufficientemente comodo per lasciare il Rancuravan del Monviso e scaricare la strumentazione.
--- Il percorso per arrivare dall'ingresso al palco è insolitamente lungo. Si attraversano stanze e corridoi, ma il palco è proprio davanti al bancone del bar e, prima di montare il set, si brinda insieme ai gestori. Se si desidera lubrificare gli ingranaggi con una tasata di birra è sufficiente alzare un braccio verso il bancone. È tutto gratis. Un'altro mondo rispetto alla Proberaum di via Budapest. Si crea da subito un'atmosfera propizia alla buona riuscita dell'evento.
--- In un paio d'ore è tutto a puntino. Arrivano anche le metà che si rintanano in una saletta vicino al palco e allestiscono una specie di primo soccorso per affamati. E c'è la torta.
--- Il pubblico comincia a riempire il locale. E col pubblico arrivano Leonardo, Maico, il basso di Maico, la t-shirt Rancura di Maico, e Josep. Si abbassano le luci e comincia lo show.
--- Il concerto parte con uno steccone degno dei tempi migliori, come allo Schillers o come a Porto Ferro. Errori ne commetteremo a smerdo per tutta la serata - era quello che temevamo per via del poco tempo a disposizione - ma per la maggior parte ce ne accorgeremo solo noi. A forza di sbagliare siamo diventati bravi a convincere il pubblico che gli errori non esistono. Ciò che il pubblico percepisce come errore è solo il frutto del loro ego che vive in disarmonia con l'ambiente che li circonda. Profonde questioni teologiche che non è il caso di approfondire in questa sede.
--- Lu Brofé è in gran forma..., cazz!..., splendida forma. Ampi spazi per lui. Possiamo dirlo? Si!... lo possiamo dire!... Un abbraccio!
--- Come da programma sale Samuele per "Guarda..." ed "He visto" e fuori programma Leonardo per "Odio!", ma nella per lui insolita veste di corista. Praticamente un cheerleader. Si fa anche un po' pregare.
--- Terminiamo la scaletta e ci concediamo una pausa. Maico si apparta per tentare di accordare il basso, ma qualcosa non deve avere funzionato proprio bene. Ritorniamo sul palco con una nuova formazione: gli Ariacura. E parte subito la versione sperimentale di "Sottocontrollo" con basso e chitarra separate da cinque semitoni. Una toccasana per gli stitici.
--- La cionfra prende il sopravvento.
--- Ci preoccupiamo perché intorno a Maico non si è ancora formata la consueta pozzanghera di sudore, ormoni e anticorpi contro la Sampdoria. Accadrà durante "Antifa!" e sarà festa. Già..., "Antifa!". Josep viene letteralmente prelevato di peso dal pubblico e trapiantato sul palco. Partono le note. Cinque semitoni più alta per evitare una seconda versione sperimentale. Gli stitici dovranno aspettare. Forse è a questo punto che il frontman degli Answer realizza che i prossimi quattro minuti sono tutti suoi. Ed è "Antifa!", ma è anche la fine dello show. Quello che ancora non finisce è il Rancura Day che tra torta, cazzeggi, commenti, aneddoti, e bevute si protrae fino all'alba. Era da un pezzo che una cosa del genere non accadeva. Quando riemergiamo in Piazza Mazzotti è già giorno ed è tempo per l'ultima fatica: accompagnare gli strumenti alla Proberaum.
--- E poi a nanna, con Rancura.