--- "Serata afosa di fine luglio, qualcuno con la testa alle vacanze e qualcuno col pensiero al lavoro da svolgere la mattina seguente. Eppure erano in tanti fuori dal Transilvania, aperto eccezionalmente nel periodo estivo per l'occasione, ad attendere di assistere al concerto degli Agnostic Front, colonna storica dell'hardcore newyorkese, di ritorno in Sardegna dopo il concerto di qualche anno fa all'FBI di Quartu.
--- Per le 23 si aprono le porte ma bisogna attendere un'altra oretta per l'inizio effettivo, mentre si cerca un po' di sollievo all'aperto e con bevande fresche: pare che la strumentazione e il merchandise della band sia rimasto a Palermo invece di seguirli in volo, e quindi si sia dovuto recuperare all'ultimo il necessario per l'esibizione.
--- A far loro da spalla salgono sul palco i Rancura. Non me ne vogliano ma sinceramente credo sia stato uno dei gruppi più brutti e noiosi a cui ho potuto assistere: se per altri gruppi è possibile trovare un qualcosa di positivo, una certa ragione anche nella cacofonia dei più marci gruppi gore o noise, questo è veramente difficile da fare con la band sassarese."

--- Nessuno gliene vuole, figurarsi. De gustibus. Magari venisse sempre ai nostri concerti. Con noi si sfonda una porta aperta..., un portone..., ma è il pelo che è ancora li immobile..., e non ne vuole sentire di coricarsi.
--- Il fatto che, pur distrutti moralmente, non ce ne sbatta più di tanto della sua opinione personale non significa che, anche senza conoscerlo, faremmo per lui un eccezione... daremmo comunque un braccio affinché la possa sempre esprimere in ogni sede..., cazzi suoi..., opinione personale è e opinione personale resta.
--- In quest'ottica continua ad essere valido il concetto che avevamo espresso in occasione del concerto di tre anni fa a Codrongianos, a qualcuno che aveva avuto da ridire della nostra esibizione in maniera niente affatto condivisibile.
--- Il concetto era questo in estrema sintesi: ..."Sul palco ci andiamo noi e finché sotto il palco c'è una sola persona che apprezza quello che stiamo facendo, due sono le cose se a te invece non va di stare ad ascoltare: o fai staccare la corrente e allora ce ne andiamo, oppure te ne vai tu."
--- E al Transilvania di persone che pogavano sotto il palco ce n'era più di una, gente che aveva anche sborsato soldi per un biglietto. Quindi, nessun problema all'orizzonte!
--- "Brani piatti e incredibilmente prolissi, un po' a cercare di inseguire la moda (ormai passata) indicata da Linea77 e affini, senza mordente e risultando così imbarazzanti da generare risate sparse durante i pezzi e creare il silenzio o i fischi alla fine di essi."

--- Opinione è ed opinione resta, dicevamo..., come la minchiata degli inseguimenti, che minchiata è e minchiata resta.
--- Tanto per fare un esempio, sempre su sardcofago.net, è stata pubblicata nel 2003 la recensione a cura di "The Cure" sui Rancura, coro-coro, tuttora consultabile on-line, ma estremamente equilibrata se messa in confronto alla linea editoriale del "Chi...". Un frammento: "...faccio i miei complimenti ai Rancura per essere riusciti a riunire le loro diversità ottenendo un sound molto attuale e di sicuro impatto.". Un estremista, "The Cure".
--- Parlava di "...Ma... i marziani..." da dove abbiamo scippato ben quattro dei brani eseguiti al Transilvania.
--- Nell'ambito di una intervista pubblicata sempre su sardcofago.net il 22 settembre 2003, e ancora consultabile, abbiamo persino dovuto rispondere a questa domanda: "...Supponendo che uno dei nostri lettori voglia procurarsi il vostro cd (cosa che io consiglio perché a mio parere va sentito!) come deve fare?..."
--- Era sempre "The Cure"... pensa te..., si è persino permesso di suggerire l'ascolto della nostra musica!... senza prima consultarsi con "Chi...".
--- Nulla possiamo dire a proposito di fischi, "pavane" e risate sparse. Non abbiamo sentito niente perché eravamo impegnati in un inseguimento, e a peggiorare le cose si è messa l'acustica del locale. Ma pare che si debba finalmente fare qualcosa.
--- "Non metto in dubbio gli sforzi e la passione, probabilmente di vecchia data visto che non sembrano nemmeno ragazzini (e questo ad aggravare l'anonimità disarmante del loro sound), ma la sensazione è che in sala si occupino poco di realizzare dei brani personali e coinvolgente e molto di preparare discorsi-comizi a favore di anarcoinsurrezionalisti, terroristi, intifada e via dicendo, da sproloquiare nei brani e fra di essi. Ragione che penso li renda apprezzati da una ristrettissima cerchia più per la propaganda politica (discutibile) che per il valore della musica, pressochè nullo, un po' come avviene per tante band oi! o nsbm."

--- Passi per l'età, purtroppo la carta d'identità non mente, e mettiamo da parte la deprimente presa di coscienza che la classe dirigente del domani, cioè di quando noi andremo in pensione, cioè presto a quanto pare, sarà composta da tanti replicanti del nostro giovane e pallido amico. Chi? Brrrr...
--- C'eravamo illusi. Sempre recensiti su sardcofago.net si diceva così di noi: "...Riunendo queste diversità il risultato è un sound molto potente..." ... "... tutti i brani man mano che si avanza nell'ascolto, hanno in sè un impronta che, anche se non ha dell'originale, è comunque distintiva del gruppo che sta suonando...".
--- Opinioni...
--- Immense coglionerie sono invece, perché in italiano il concetto di "opinione" ha tutto un altro significato, le esternazioni del "Chi..." a proposito dei beneficiari dei nostri presunti sproloqui.
--- Per potere esprimere un'opinione degna di essere recepita, bisogna averla, e per averla bisogna conoscere almeno alla grossolana i fatti di cui si parla, cosa che è impossibile da fare se, tra l'altro, non si conosce il significato delle parole che si usano, come "anarcoinsurrezionalista" e "propaganda politica". Altrimenti è dura, eh?... e si rischia di essere ascoltati..., capiti è un'opzione..., solo da una ristrettissima cerchia di rincoglioniti, più per il testorone e l'acredine che ci si è spremuti sopra, che per l'effettivo spessore intellettuale dei concetti espressi.
--- Il che rende "indiscutibile" anche una "discutibile" propaganda politica..., per la mancanza di uno degli interlocutori.
--- L'avere voluto ricordare al pubblico presente che da 20 giorni 10 persone, ragazzi normali, erano state arrestate e chiuse in carcere, ovvero messe a marcire in galera, con l'accusa di "associazione sovversiva finalizzata ad atti di terrorismo", senza l'evidenza di prove che giustificassero un tale provvedimento, viene definito dall'anemico re-censore, e giudice improvvisato di cassazione, atto equiparabile a "discorso-comizio" e "discutibile propaganda politica".
--- Minchia, ci vuole una settimana di duro lavoro per riportare al rango che compete loro tutta la sfilza di stronzateeeeeeeeee... riportate dal "Chi...". Proviamo a sintetizzare il sintetizzabile.
--- Non c'è nessun anarchico. Tutti gli arrestati sono del movimento "A manca pro s'indipendentzia". A manca... non "A" e basta.
--- Non c'è nessun insurrezionalista. Insurrezione... che stronzata. Il nostro amico li ha tutti già condannati, senza neanche un processo sommario.
--- Nessuno ha neanche mai parlato a favore di terrorismo o di terroristi. Il riferimento del "Chi..." ai ragazzi arrestati, oppure al pezzo "Terrabruciata", è un'altra stronzata in tutt'e due i casi. Chi è salito sul palco quella sera è da sempre schierato contro ogni forma..., qualsiasi forma..., di terrorismo, inteso nel suo significato più ampio. Quello che la lingua italiana gli attribuisce, s'intende. Se no, non ci intendiamo.
Con "Terrabruciata" denunciamo l'impari lotta del popolo palestinese nei confronti di Israele per il riconoscimento dei propri diritti di esistenza, e il mostruoso scorrimento di sangue di civili innocenti, donne e bambini. L'intifada nient'altro è che la guerra fatta con il lancio delle pietre..., questo significa "Intifada"..., contro, invece, i proiettili dei mitra e i carri armati.
--- La band è andata avanti per un'ora (!) nonostante il disinteresse generale: tra i pezzi eseguiti, "Guarda", "Intifada" e "Odio", tra strutture ripetitive e vocals pseudo-arrabbiate che lasciavano ancora più perplessi (o divertiti) i presenti, eccezion fatta per alcuni amici che han passato tutto il loro concerto a tirarsi addosso un materassino gonfiabile.

--- Sorvoliamo su punteggiatura e sintassi di questo ultimo passaggio che non vogliono viste. Sempre su sardcofago si scriveva a proposito di "Guarda: "...a mio avviso il miglior pezzo del demo, carico di rabbia e ricco di significati.". Nella già citata intervista ci veniva chiesto invece di rispondere alla domanda: "...Il pezzo che mi ha più colpito è "Guarda", sembra rivolto a coloro che fanno di guerre e ingiustizie la loro fortuna... voi parlate a tali persone con tono di accusa... c'è qualcuno in particolare a cui sentite di dedicare questo pezzo?...".
--- No, il brano non è rivolto a coloro che fanno di guerre e ingiustizie la loro fortuna, almeno non direttamente. E' rivolto a quelle persone che costituiscono il substrato, l'humus, il terreno di coltura..., il letame, insomma..., su cui si basa il consenso dietro la schermatura del quale questi soggetti operano. A partire dalle discussioni al bar o alle riunioni di condominio..., nel quotidiano. E sono gli stessi individui che poi la prendono nel culo più di altri, continuando, però, a fargli comunque da lettiera in una spirale di incomprensibile autolesionismo.
--- Infine, abbiamo finalmente capito chi erano quei simpatici ragazzacci sotto il palco che si divertivano a lanciarsi e a lanciarci una specie di canotto semisgonfio. Erano amici del "Chi...". E di chi, se no?